venerdì, 19 giugno 2009
70 minuti di risate, 70 minuti di armonie vocali perfette, 70 minuti di satira pungente e intelligente, 70 minuti di musical-cabaret, 70 minuti da non perdere , questo è stato lo Show degli Oblivion a Milano; Questi 5 professionisti del musical italiano danno grande prova di bravura facendo ridere e pensare in una cornice musical-e strepitosa.
Lo spettacolo si presenta come uno show di cabaret, con una serie infinita di sketch uno dopo l'altro intervallate da filmati ormai famosi grazie a youtube (come Tana Libera Tutti) che ripercorre, in una sorta di antologia, idee vecchie e nuove del gruppo, tutte a mio avviso originali e geniali. Si passa dalle rivisitazioni del quartetto cetra, dei nomadi, a citazioni di Gaber, ad una nuova versione di Parole parole di Mina, a pezzi autoironici e satirici, fino ad arrivare, con tanto di timer proiettato sul fondo, ai famosi Promessi Sposi.
E in ogni sketch si ride a crepapelle, si apprezzano le armonie PERFETTE e curate, gli oblivion hanno veramente capacità vocali e recitative di alto livello... uno spettacolo che non si può raccontare, va visto!
si può solo dire che la cultura italiana non è mai stata cosi ben rappresentata:)

Vi metto un paio di video (i promessi sposi potete trovarli più in basso del blog) di due momenti davvero fenomenali... prima gli Oblivion che prendono letteralmente a cazzotti la canzone del sole...




...e poi la stazione di Bologna, un pezzo che inizialmente sembra solo "carino" ma che poi cresce fino ad arrivare al finale, tagliente e dritto al cuore...

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giovedì, 11 giugno 2009
...nella meravigliosa cornice del RadioCityMusicHall anche quest'anno sono stati assegnati i "premi oscar" del teatro americano...
E' stata un'edizione strana, nel senso che è una cerimonia che segue una grossa crisi del teatro, molti spettacoli hanno chiuso a Broadway, e forse si cerca di far si che il tony sia il simbolo del guardare avanti, del continuare a fornire eccellenti shows, nonostante tutto....
Le performance di presentazione dei vari spettacoli le ho trovate leggermente sottotono, non so se perchè gli spettacoli stessi avevano strutture più semplici, ma ho avuto l'impressione che ci fosse tantissima energia, ma poca sfarzosità di scenografie ed effetti, ma magari è solo un'impressione...
Quello che sicuramente non ha deluso, è stato il numero di apertura della serata dove con grande, grandissima maestria si sono intersecati tutti gli spettacoli protagonisti della serata, come se fossero un unico grande show.... veramente una prova di grande spettacolo, che vi consiglio di gustare!



Ma veniamo alle nomination e ai vincitori.... il trionfatore della serata è stato senza dubbio BILLY ELLIOT, di cui ho già ampiamente scritto e che ha vinto ben 10 tony, tra cui quello l'ambitissimo Best Musical!
 il video che vi posto qua sotto è quello ai tony, un numero solo ballato, ma qui nel blog potete trovare anche altri video delle versioni londinesi...



gli altri candidati al titolo erano next to normal, rock the ages  e l'attesissimo shrek the musical;
NEXT TO NORMAL è un rock musical che racconta la storia di una madre affetta da un disturbo bipolare e come questo influenza la sua vita e quella della famiglia, spaziando da qui fino a considerazioni sull'abuso di farmaci, sulla psichiatria moderna... insomma uno spettacolo dai contenuti non facili, che ha vinto numerosi premi quando ancora era uno spettacolo OFF BROADWAY. Next to normal si aggiudica il premio per le migliori musiche,miglior arrangiamento e miglior attrice protagonista




ROCK THE AGES è un musical con pezzi classici rock degli anni 80, legati dalla storia di un aspirante rocker e della sua band: i pezzi delle colonna sonora spaziano da Styx, Journey, Pat Benatar, Twisted Sister, Steve Perry, Poison, Asia, fino a Bon Jovi; ai Tony rimane però a bocca asciutta e non conquista nessuna della sue 5 nomination
Potete vedere il video qui
http://www.youtube.com/watch?v=-hMRkKCSHag


il musical di SHREK ci racconta davvero fedelmente la storia del cartone, con tanto realismo da aver vinto il tony per i migliori costumi (che potete vedere nel video dell'opening).... anche se, a dire il vero, solo quello...
è uno spettacolo irriverente e divertente, ma forse non è stato cosi stupefacente da accaparrarsi i premi nelle varie categorie.... la performance ai tony è stata carina ma non proprio esaltante (se non per la STREPITOSA CITAZIONE FINALE)... metto anche un video di un momento a mio avviso molto carino seppur semplice dello spettacolo.... e poi vi invito a cercare su youtube la scena delle puzze, non è niente male per i fan!






Passiamo adesso alla categoria revival, le nomination erano per West side story, bulli e pupe, Pal Joey e, quello che poi è risultato il vincitore, l'intramontabile Hair.
Questo revival di HAIR si è presentato molto classico nei costumi e in quello che sembra lo stile dell'allestimento ma con diverse variazioni nell'arrangiamento, pur mantenendo intatto lo spirito dei figli dei fiori che scendono in platea da veri disturbatori (anche se più vestiti di come spesso succede:))




Su Guys and Dolls (http://www.youtube.com/watch?v=bmnMCpKGMZw) e su West side story non c'è molto da dire sono "masterpiece" del musical, possiamo semplicemente goderci la bella interpretazione ai Tony's! questa è la produzione dove la ormai nostrana Lola Ponce ha affermato di entrare prossimamente, nel ruolo di Maria... staremo a vedere!





Ultima nota di rilievo: la serata è stata chiusa con l'esibizione di Neil Patrick Harris, star della serie How I met your mother nonchè interprete di varie edizioni di Rent, il quale ha.... commentato la serata a modo suo!

postato da: musicals alle ore giugno 11, 2009 12:34 | Permalink | commenti
categoria: , shrek, west side story, hair, bulli e pupe, billy elliot, next to normal, rock the ages
martedì, 28 aprile 2009
magari lo conoscete già, ma altrimenti dovete assolutamente vedere questo video, il musical dei promessi sposi in dieci minuti, geniale, divertente, e veramente professionale...
Infatti ci sono anche alcuni professionisti del musical italiano, come Lorenzo Scuda e Davide Calabrese... veramente divertente!

postato da: musicals alle ore aprile 28, 2009 20:20 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 09 aprile 2009
vorrei segnalarvi questo videoclip, è una cover di Volare, di Modugno, nuovo singolo di Silvia di Stefano, performer italiana in Pinocchio Cabaret e altri...
Arrangiamento interessante, voce strepitosa e un video molto musical, con coregrafie di Manuel Frattini!
Buona visione!

postato da: musicals alle ore aprile 09, 2009 14:24 | Permalink | commenti
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giovedì, 05 marzo 2009
Ciao a tutti, come promesso sono di nuovo a recensire, di ritorno da un weekend musicalmente riossigenante a londra, tra spettacoli in chiusura, grandi classici e novità…
Per prima cosa, visto che era in chiusura, sono tornato a vedere Avenue Q (di cui non starò a scrivere), spettacolo veramente entusiasmante, cast e orchestra favolosi, un vero peccato che chiuda, perché era uno show diverso dagli altri, ricco di ironia e genialità… chi se lo è perso ha tempo fino al 28 marzo!
Vi parlerò invece di Billy Elliot, spettacolo ormai ultra-rodato ma che non avevo ancora avuto il piacere di vedere, e di Spring Awakening, la novità del momento, la cui fama è assolutamente meritata.

Billy Elliot racconta la storia, piuttosto fedelmente al film, di un bambino figlio di minatori che scopre la passione per la danza e cerca di coltivarla nonostante l’incomprensione del mondo intorno a sé. Non sapevo bene cosa aspettarmi perché sebbene il film mi fosse piaciuto molto, il cd del musical non mi aveva fatto inizialmente impazzire; beh lo spettacolo è veramente bello, riesce a raccontare bene la sua storia, a passarne i sentimenti, le difficoltà, e le musiche sono perfette nel contesto dello spettacolo… ho dovuto davvero ricredermi!!!
La regia dello spettacolo gioca in maniera magistrale sull’intersezione degli eventi che succedono contemporaneamente, creando scene in cui i minatori scioperanti si picchiano con la polizia, mescolandosi con Billy e la classe di ballo che risultano essere geniali perché danno continuità alla storia mentre alimentano l’elemento musicale e coreografico. Parallelamente alla storia ci sono momenti di puro ballo di grande effetto e bravura come il tip tap di Billy e Micheal, o l’”angry dance” alla fine del primo atto, veramente stupenda, da brividi; non mancano infine i momenti emozionanti e commoventi, primo tra tutti la lettera della madre, che, seppur prevedibilmente, strappa le lacrime.
Il primo atto scorre veloce e travolgente; il secondo atto, dopo un inizio divertentissimo si muove un po’ più lento per qualche scena, fino ad arrivare all’audizione alla Royal Ballet, momento di picco.
L’unico problema di questo spettacolo è quello linguistico: il dialetto del nord Inghilterra non aiuta granchè la comprensione (alcune parole ed espressioni hanno la traduzione sul program, tanto sono incomprensibili) per cui la storia si segue abbastanza bene, ma molte battute vanno un po’ perse…
Uno spettacolo complessivamente davvero bello, che mi ha coinvolto oltre le aspettative, credo che lo rivedrò al più presto (magari dopo aver letto il libretto)!







Veniamo agli interpreti, cominciando da Billy: il 13enne Fox Jackson-Keen ha dato prova di grande bravura, lascia senza parole come ragazzini così giovani possano dare prova di tale capacità e realismo! Convincente, commovente, tecnicamente pulito, sempre naturale, bravissimo davvero; la piccola Debbie-Megan Jossa, brava per quanto il suo personaggio non spicchi granchè nello spettacolo; il mostruosamente bravo Micheal-George Maycock, che ha soli UNDICI ANNI, e interpreta magistralemente un ruolo anche difficile, che deve coinvolgere in alcuni momenti, far ridere in molti altri, ballare meravigliosamente quasi sempre! Il numero di tip tap di Billy e Micheal è un momento da standing ovation.
Bravi tutti gli altri interpreti,con particolari note di merito per l’insegnante Kate Graham e  la nonna Ann Emery, energica e divertente.
Una nota particolare: lo spettacolo è iniziato con Joe Caffrey nel ruolo del padre e poi a metà del primo atto durante un cambio scena un assistente di palco esce in scena e annuncia la sostituzione per indispozione con David Bardsley… senza fermare lo spettacolo per un secondo!

Concludo con il video di Electricity, la scena dell’audizione, momento toccante e di grande bravura… grazie a chi mi ha consigliato questo spettacolo!









Ma veniamo all’altra grande scoperta di questo weekend, Spring Awakening.
Questo spettacolo è stato definito da qualcuno “il nuovo Rent” e mi ero sempre chiesto quel fosse il motivo. Gli stili musicali, seppur rockeggianti in alcuni momenti, sono piuttosto diversi, per cui il punto in comune poteva forse essere la storia: come Rent anche SA nasce come spettacolo off e poi viene promosso a Broadway dopo l’enorme successo di pubblico fino a vincere la bellezza di 8 Tony award, tra cui miglior musical. Ma adesso so che c’è un’altra cosa in comune con Rent: l’atmosfera. La storia è diversa, l’ambientazione è diversa ma l’atmosfera mi ha ricordato tantissimo le sensazioni di quando ho visto Rent a Broadway; sarà la scenografia essenziale, saranno alcune sedie per gli spettatori in mezzo al palco fatto sta che come Rent non ti sembra di andare a teatro a vedere uno spettacolo, ma di essere in un posto amicale e accogliente dove alcuni tuoi amici ti racconteranno una storia, è tutto intimo, è tutto vissuto.
La storia ambientata nella Germania di fine ‘800 racconta l’adolescenza di un gruppo di ragazzi che scoprono sé stessi, la loro sessualità, il loro rapporto con gli adulti e mette in luce tutte i limiti e le controversie dei metodi educativi del tempo, dell’irriducibile omertà e perbenismo che mascherano le violenze e rubano  l’innocenza e la libertà dei più deboli. E alla fine arriva l’estate, e chi è riuscito a superare tutto questo si ritrova cresciuto e cambiato.
A leggere quanto ho appena scritto sembra uno spettacolo pesante, ma la cosa meravigliosa è che non lo è affatto: tutte le vicende sono affrontate con intelligenza, ironia e leggerenza, seppure nella loro profondità, per cui tutto lo spettacolo si vive benissimo, si ride anche spesso e nel frattempo però si pensa.
Bellissimo.
La struttura dello spettacolo stacca le canzoni dalla narrazione, esse diventanao un po’ i pensieri dei personaggi alla luce degli eventi che vengono invece narrati, e questo funziona molto, per cui non stupitevi se ad un certo punto uno scolaretto tedesco di fine 800 tira fuori un gelato della tasca e si muove come un cantante rock
Il disegno luci è curatissimo e ritmato e aiuta bene i passaggi tra narrazione e canzoni e la scena, scarna e concettuale, ha tutta una serie di accorgimenti che rendono alcuni momenti quasi cinematografici, come il pannello che solleva i protagonisti alla fine del primo atto, o la sedia sospesa attaccata al muro che crea quasi una fade tra due inquadrature, quando Melchior è in riformatorio e Wendla  consegna la sua lettera ai genitori.
Vi sono alcune trovate a mio avviso interessantissime, per esempio il fatto che ci siano due soli attori adulti, uomo e donna, che interpretano “l’adulto” per cui sono sia i professori, sia che le madri e padri di tutti, che il prete etc, quasi a voler generalizzare il ruolo dell’adulto e volerlo staccare ancora di più dalle molteplici sfaccettature dei ragazzi. I due attori, Sian Thomas e Richard Cordery, sono stati bravissimi a farci percepire tutti i passaggi dei loro ruoli.
Le musiche e le coreografie, suonate da band su palco, alternano momento molto rock travolgenti (dopo totally fucked non si smetteva di applaudire, non ripartivano più) ballati con scatenata energia, a momenti soft più riflessivi (come il bellissimo I believe).
Gli interpreti sono stati eccezionali, quasi tutti al loro debutto tatrale,sono pieni di energia ma anche di pathos e riescono a trasmettere l’intensità con cui vivono la storia; in particolar modo Melchior-Aneurin Barnard offre una veridicità notevole in tutti i momenti, riesce a passare bene lo sviluppo del suo personaggio, ed regala grande prova drammatica nel finale così come Moritz-Iwan Rheon fa arrivare benissimo i dubbi che affliggono Moritz e il percorso del suo personaggio (sebbene vocalmente non sia sempre stato proprio perfetto). Molto brava anche Wendla-Charlotte Wakefield, voce pulita e sicura nel personaggio.

Spring Awakening è uno spettacolo difficile sotto alcuni punti, ma è veramente straordinario, la verà novità nel panorama musical,ed è la dimostrazione (per chi dice in Italia non ci sono soldi) che anche con budget ridotto si può metter su uno spettacolo incredibile; Infatti anche a londra, dopo un mese di repliche off ad Hammersmith, dal 14 marzo Passerà al West End.
Non perdetevelo.


postato da: musicals alle ore marzo 05, 2009 16:21 | Permalink | commenti (3)
categoria:spring awakening, avenue q, billy elliot
sabato, 21 febbraio 2009
ciao, non scrivo ormai da un bel po' di mesi, sono stato parecchio impegnato ma non mi sono comunque astenuto dal teatro, scriverò presto di Robin Hood, Chorus line e altri spettacoli che ho visto ma no ho ancora avuto il tempo di recensire, per non parlare dell'imminente visione di Spring Awakening a Londra, per cui portate pazienza!
Nel frattempo però vi posto un video strepitoso, giratomi dagli amici del musical: immaginate che Elphaba prima cantasse canzoni dei Queen.... immaginate che abbia quindi avuto modo di conoscere Brian May e gli altri Queen rimasti... immaginate che si siano reincontrata dopo che Elphaba abbia sfidato e vinto la gravità più e più volte...... questi sono i risultati.....

http://www.youtube.com/queenofficial?gl=GB&hl=en-GB
postato da: musicals alle ore febbraio 21, 2009 09:49 | Permalink | commenti
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sabato, 25 ottobre 2008
E’ ormai passata una settimana dalla fine di questo interessante festival, ma solo ora trovo il tempo di scrivere…. Che cosa è il Florence city musical? Si tratta di un festival organizzato
da due piccole compagnie indipendenti, la MagnoProg (già conosciuta per la prima edizione di Il pianeta proibito, return to the forbidden planet) e la Musaico Immaginario, che ha vinto il muscial day 2007 con il musical originale Draculea.
Il festival, svoltosi al teatro di Rifredi a Firenze, ha ospitato 3 musical, ma gli organizzatori sperano che sia solo l’inizio, e di avere ancora più spettacoli per la prossima edizione; vivendo in Toscana posso affermare che per quanto riguarda il musical non ci sono moltissime iniziative a vari livelli, e ho trovato encomiabile che produzioni indipendenti come queste abbiano trovato le forze di organizzare una così piacevole kermesse.
Ma veniamo agli spettacoli in scena, il primo era Draculea della Musaico Immaginario (www.draculea.it), che purtroppo non sono riuscito a vedere, poi Pianeta Proibito della MagnoProg e il nuovissimo 8 Donne e 1 mistero (sempre MagnoProg) che, a differenza dell’edizione uscita nei teatri italiani qualche tempo fa, era si ispirata alla commedia musicale dello scrittore francese Robert Thomas, ma mantenendo la colonna sonore originale del celebre dal film di François Ozon "8 femme".

Parliamo prima di PIANETA PROIBITO, spettacolo che avevo già visto alla sua prima l’anno scorso e quindi già recensito (trovate la recensione cliccando su “forbidden planet” sulla barra sinistra): lo spettacolo continua ad essere sorprendente, sia per lo sviluppo dell’idea originale che per la professionalità dell’allestimento.La storia è ispirata liberamente alla “Tempesta” di Shakespeare e, nella sua versione inglese, ha una colonna sonore composta da brani famosissimi anni 60-70 ricontestualizzati; in questo adattamento italiano di Roberto Perruccio ci troviamo davanti ad uno spettacolo pensato come un cartone animato, di cui troviamo i colori, le scenografie e gli “effetti sonori” (avete presente le martellate in testa nei cartoni, con i martelloni stile ACME?), con la colonna sonora affidata alle
versioni italiane delle stesse famose canzoni anni 60-70: per cui sentiremo cantare da “great balls of fire”, a Take another little piece of my heart, a “The Muppet Show” fino a Cuore di Rita Pavone!
Rispetto alla precedente edizione, ho trovato il cast molto migliorato (più o meno invariato nei ruoli),più sicuro e deciso, ho trovato scenografie ingrandite e più curate,  ho trovato nuove scelte musicali più adatte
ai ritmi e al contesto; insomma uno spettacolo più rodato e complessivamente di grande effetto; una scommessa riuscita.
Una nota di merito va alla band dal vivo, che ha accompagnato egregiamente tutto lo spettacolo, facendo ballare il pubblico sulle poltrone: è  interessante vedere come si riesca ad ottenere da una compagnia non famosa una cosa così fondamentale perlo più assente nei grossi tour.
Vi posto il trailer, così potete farvi un'idea...




Parliamo invece di 8 DONNE E 1 MISTERO, spettacolo che aveva la sua prima a questo festival; la serata è cominciata benissimo con i libretti di sala che, seppure spartani nella grafica, erano scritti in maniera davvero originale, con i curriculum del cast tutti descritti “in ambientazione” con i personaggi che avremmo visto in scena, cosa che contribuiva a far entrare nello spirito della serata;lo spettacolo, adattato da Roberto Perruccio racconta la storia di 8 donne, tutte legate tra loro da un uomo che viene assassinato: isolate nella casa, in stile “trappola per topi”, tutte sanno che l’assassina è una di loro e tutto lo spettacolo
si costruisce sull’accusa reciproca e la scoperta dei segreti e degli scheletri nell’armadio di ognuna di loro, con un finale che non svelerò ma che sorprende chi non ha visto il film.  8donne2
Lo spettacolo è diretto con grande maestria da Riccardo Giannini, che riesce a dare ritmo e corpo ad ogni singolo momento, con una serie di idee che possono più o meno piacere, ma comunque veramente curate e interessanti; ad esempio non mi è piaciuto molto il fatto che le canzoni vengano cantate sul proscenio, davanti ad una specie di sipario chiuso, come se fossero espressione dei sentimenti più nascosti del personaggio, uno stile che può ricordare leggermente “Chicago”: l’idea funziona bene a volte (è perfetta sul finale del primo atto), ma usata così tanto crea troppo stacco; inoltre toglie spazio alle coreografie e all’interazione tra i personaggi durante i momenti musicali; mi sono invece piaciuti
moltissimo momenti come la prima presentazione delle 8 donne, inscenata come una sfilata fuori dal contesto, ma che ci fornisce già un’idea delle contorte personalità delle protagoniste; mi è piaciuto molto l’
utilizzo di una parete trasparente se retroilluminata per la stanza del cadavere, per poter così giocare con i flashback quando si raccontano i dialoghi delle donne con l’uomo nelle ore precedenti l’omicidio; ho
adorato la scena del tango tra le donne e tutta la struttura della parte finale drammatica:  insieme al finale del primo atto sono due momenti veramente d’effetto; inoltre lo studio dei personaggi è veramente accurato e ognuna di queste donne è ben consapevole dei chiaroscuri della sua personalità, e Giannini è bravo nel farli emergere più o meno inaspettatamente nel corso dello show. Veramente un bella regia, per nulla copiata dal film, come spesso accade nelle trasposizioni teatrali, ma fresca e ben studiata.

backstageLe scenografie di Gianni Calosi sono concettuali e d’effetto: le quinte hanno la forma di una cornice, così che all’entrata i personaggi sembrano uscire da una sorta di ritratto, e il bianco acceso ovunque, quasi a ostentare una purezza che invece non c’è.
Le coreografie di Luigi Ceragioli erano un po’ semplici, rispetto a quelle del “Pianeta” che erano invece ben curate e di effetto: c’è da dire che muovendosi solo sul proscenio, le possibilità erano limitate (infatti il tango, giocato su tutto il palco, è un momento molto coinvolgente).
La colonna sonora aveva come unico difetto le basi musicali: diciamo che ero un po’ viziato dalla band del “Pianeta” e avevo fatto la bocca alla musica live, per quanto, essendo brani più orchestrali,  mi rendo conto che i costi della musica live possano diventare poco sostenibili per una compagnia piccola;
nonostante questo gli arrangiamenti di Dino Giusti avevano migliorato la qualità delle canzoni del film, che pur rimanendo non certo travolgenti (con l’eccezione di Pour Ne Pas Vivre Seul, che invece è molto coinvolgente), hanno assunto comunque un po’ più di spessore musicale; le traduzioni dei testi di Marina Melani erano scorrevoli e fedeli ai testi originali, a dimostrazione che con la competenza, ma anche con l’umiltà di rispettare quanto scritto dagli autori originali, si possono tradurre anche le colonne sonore senza stravolgere il senso o lo stile dell’opera come spesso accade.

Il cast: tutte le otto donne sono state stupefacenti, convincenti e sicure nei personaggi, sembravano recitare uno spettacolo già rodato, ben affiatate, ognuna attenta alle evoluzioni del proprio personaggio, nessuna troppo sopra le righe…  Un plauso particolare a Laura Ceccherini (Augustine), Nenè Barini (Pierrette) e Laura Bartelloni (Cathrine) per le loro interpretazioni così coinvolgenti e VERE (anche se per quest’ultima la parte musicale non mette molto in risalto le ottime doti canore, meglio apprezzabili nel “Pianeta”), a Sandra Nannini (Chanel) per lo struggente finale del primo atto, e anche a Paola Landi (Gaby), Rosanna Villanacci (Mamy), Marina Melani (Suzon), Yael Frare (Louise) che hanno dato prova di grande professionalità.

sfilata2

Mi è piaciuto molto quello che ho visto a questo festival, e spero che possa dare il la ad altre compagnie altrettanto brave ed altrettanto poco famose per riunirsi e contribuire l’anno prossimo a questa iniziativa di qualità.
postato da: musicals alle ore ottobre 25, 2008 10:07 | Permalink | commenti (1)
categoria:forbidden planet, 8 donne e 1 mistero
giovedì, 16 ottobre 2008

Che dire, ormai non trovo altri termini per definirmi, se non un”addicted” del west end… come sempre torno da un weekend londinese completamente rigenerato MUSICALmente.
E’ stato uno strano weekend, perché ero con persone alla loro prima esperienza di musical di un certo livello e quindi ho rivisto con loro spettacoli già visti (non che mi sia dispiaciuto) con una sola eccezione, e quindi ho fatto praticamente una sorta di tre giorni di revival!
Tuttavia molti cast sono cambiati per cui vale la pena di spendere anche solo qualche parola di commento… quindi let’s begin!

Il weekend è cominciato con HAIRSPRAY allo Shaftesbury Theatre; la mia precedente visione dello show era stata un po’ difficoltosa, in quanto i dayticket di quel teatro hanno una visibilità un po’ ridotta e una vivibilità piuttosto bassa, inoltre il cast era in gran parte formato da, seppur bravi, sostituti; a questo giro invece ho preso un buon biglietto (l’unico a prezzo pieno del weekend) e il cast era completo (con l’eccezione di Corny Collins)
che dire, Hairspray è davvero travolgente, ho rivisto lo show con un’occhio attento e non posso che dire che è uno spettacolo curato nei dettagli perfetto nei tempi e nel ritmo, e con buonissime idee di regia.
Fin dalle prime note, ogni singolo momento della vita di Tracy  (i ratti, l’ubricao, l’esibizionista) scorrono davanti agli occhi e prendono vita catapultandoti a Baltimora all’inizio degli anni sessanta.





La cosa che più mi colpisce e il ritmo incalzante, che scena dopo scena, dai momenti più allegri a quelli più drammatici, è un continuo crescendo fino ad arrivare a “you can’t stop the beat” dove veramente non si riesce a stare fermi sulle poltrone.
Il finale è senza dubbio uno dei punti di forza di questo show, all’uscita del teatro continui e cantare spensierato… un’energia enorme!







L’altro punto di forza dello show è il trattare in maniera spensierata e leggera argomenti profondi r importanti come quello dell’integrazione razziale, usare l’allegria e il ritmo per mandare comunque un messaggio.
Bello, molto bello.
Oltre al gran finale, ci sono altri momenti, che mi sono piaciuti moltissimo per regia e interpretazione: mama i’m a big girl now è un numero non geniale ma delizioso; i can’t hear the bell gioca benissimo sugli stop motion degli attori rendendo benissimo l’idea delle fantasie di tracy… una cosa molto facile da fare in un film, più complicata in teatro, ed invece si viaggia con tracy nella sua fantasia alla Bridget Jones; Welcome to the 60’ è ben studiato e ritmato, in venti rendono benissimo l’idea di una città che canta e balla con i personaggi; per non parlare di without love, semplice ma perfetta.
Convincono meno invece il finale del primo atto, piuttosto debolino, e I know where i’ve been, che seppur impressionante dal punto di vista vocale, è sprecata in una scena così statica… niente a che vedere con la marcia del film… poteva essere una bella idea ricreare quell’atmosfera, mettendola alla fine del primo atto, in una scena anche stile “one day more” dei Miserabili… così è davvero un po’ sprecata.

Le coreografie di Jerry Mitchell sono travolgenti, ogni singolo personaggio è un pezzetto di un puzzle che si incastra con gli altri in maniera ritmata e coinvolgente, le scene di David Rockwell creano una dimensione particolare a metà tra il vero e il cartone animato, che si allinea perfettamente allo stile di Hairspray. Il cast:
cominciamo parlando ancora di MICHEAL BALL; vedere quest’uomo in scena è un’esperienza unica, interpreta il ruolo di Edna con una naturalezza ed una credibilità enorme, ti scordi che è un uomo, vedi solo la mamma di tracy, dando tuttavia prova di eleganza e bravura scenica in più momenti, da welcome to 60 al finale, con la punta più alta in You’re timeless to me, insieme al bravo IAN TALBOT: questa scena, come avevo già scritto in precedenza, dà prova dell’esperienza e della bravura di questi attori, che rimandendo i personaggi interpretati, ogni sera improvvisano la scena, in maniera diversa, con battute e doppi sensi sempre nuovi, facendo letteralmente sbellicare il pubblico fino alle lacrime;
Leanne Jones-Tracy e Ben James-Ellis- Link sono entrambi molto bravi  seppur giovanissimi, il secondo, già visto 6 mesi fa, ancora più sicuro nel ruolo, molto bravi davvero. Non mi soffermerò sugli altri membri del cast (Tracie Bennet, Johnnie Fiori, Adrian Hansel, Rachel Wooding) tutti davvero bravi, fatta eccezione per ELINOR COLLETT-Penny che si conferma veramente di rara bravura nell’interpretare il personaggio di Penny, la migliore dello spettacolo dopo Micheal Ball…quanto mi sarebbe piaciuto vederla come standby di Glinda in coppia con la Menzel!
Comunque confermo la mia precedente conclusione, è uno spettacolo imperdibile!







Il weekend è proseguito poi con la droga preferita dal sottoscritto, WICKED; So che dovrei smettere, ma sono “addicted” ormai:) E poi con i daytickets, che a differenza di Hairspray offrono una visione niente male, è proprio difficile dire di no alla strega verde…
La cosa interessante è che il cast è stato quasi completamente rinnovato e posso quindi commentare le nuove interpretazioni all’Apollo Victoria Theatre.



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Innanzitutto devo dire a differenza di quanto avevo sentito il cast non è poi così male… anche se forse un po’ inferiore alle precedenti mandate (ma solo per alcuni personaggi in realtà).
Comunque andiamo con ordine, nel ruolo di Glinda ho trovato la standby Sarah Earnshaw; avevo già visto la Pilkington (che è al momento la mia Glinda preferita in assoluto) ma devo dire che la Earnshaw non me l’ha fatta rimpiangere… ci ha fatto veramente piegare dalle risate, ed è molto molto brava a seguire Glinda nell’evoluzione del personaggio… vocalmente impeccabile ha dato grande prova di sè durante tutto lo spettacolo…
Nel ruolo di Fiyero, purtroppo, non ho trovato nessuno standby, ma il caro vecchio Oliver Tompsett; che dire, con me ha esaurito le possibilità. Pessimo. Io non capisco che ci faccia lì.
Ora onestamente devo dire che un certo miglioramento da un anno a questa parte l’ho trovato, soprattutto sull’interpretazione… l’atteggiamento da macho era più credibile e naturale, meno impegnato a fare il figo, più bulletto naturale… dai dayposti si vedono benissimo tutte le espressioni e devo dire nelle controscene era molto meno vivo degli altri componenti del cast, ma ripeto, recitativamente parlando era tutto sommato passabile. Vocalmente invece mi ha regalato la peggiore delle performance, dancing through life era sfiatata, gli acuti c’erano ma sembravano al limite, i bassi scomparsi… As long as you’re mine, come da copione, sembrava un assolo di elphaba…Mah. Riconosco che lì a londra è pure molto amato, ci sono i suoi cd a solista ovunque…. Devo dire che veramente non capisco perché.
Rimpiango i tempi di Adam Garcia..




Buona la nuova Madame Morrible, Harriet Thorpe, malvagia e ipocrita al punto giusto, con una gran bella voce che peccato si possa sentire solo per poco, all’inizio di the wizard and I, ed è stato veramente buffo vedere Andy Mace, che ormai era per me mentalmente associato al ruolo del padre, nei panni del mago: tutto sommato una buona performance, anche se Nigel Planner aveva oggettivamente un altro stile, più adatto forse…
Caroline Keiff è una Nessa assolutamente anonima nella prima parte dello show, mentre esplode di bravura, voce e cattiveria nella seconda parte…  complessivamente meno intensa della Rowley Jones, ma nel secondo atto regala una perfomance meritevole;
piuttosto deludente invece Boq-Jeremy Legat, che è passabile nella prima parte, nel ruolo del timidone, ma non fa alcun salto di qualità mentre il personaggio si evolve, debole e per nulla coinvolgente nella seconda parte, persino della marcia non riesce a passare rabbia o intensità…. Ho avuto però l’impressione che forse il ruolo non fosse ancora completamente suo, probabilmente dopo un po’ di repliche, anche lui risulterà più “vero”… al momento però molto molto molto inferiore al suo pecedessiùore James Gillian;
parliamo infine di Elphaba-Alexia Kadhime, quella che più suscitava la mia curiosità, e direi di poter affermare che la Kadhime sostiene il ruolo più che dignitosamente; nello specifico, la cosa che veramente non va è che Alexia ha un timbro vocale abbastanza diretto, squillante e duro dall’inizio alla fine dello spettacolo; quel timbro è veramente perfetto per le canzoni “arrabbiate” o “cattive” come defying gravity o no good deed, mentre invece è totalmente inadatto sulle canzoni morbide tipo the wizard and I dove le è mancato un po’ di dolcezza nella voce.
Capisco chi dice di essere stato proprio infastidito da the wizard and I, specialmente se si è abituati al suono dolce e rotondo della voce della Ellis, sicuramente più adatto in quel momento. Inoltre confermo che la Kadhime gesticola davvero un po’ troppo in alcuni momenti, cosa che a volte distrae un po’, perché rende l’atteggiamento meno realistico…
Tuttavia, a partire dal finale del primo atto, in poi la Alexia diventa un mostro di voce e comincia a incarnare perfettamente l’evoluzione del personaggio: il finale del primo atto è stato STREPITOSO, come non ne sentivo dal tempo della Menzel! Ha tenuto l’acuto finale per un tempo lunghissimo (Meeeee down per intendersi) e con una potenza veramente ragguardevole, facendomi smettere di respirare per una frazione di secondo; tutto il secondo tempo è stato ben interpretato, no good deed meraviglioso, molto brava davvero (in questo filmato il finale non è così strepitoso, ma è per rendere l'ìdea del tipo di voce)




Diciamo che non è certo facile confrontarsi con predecessori del calibro della Menzel o della Ellis, ma devo dire che seppur non al loro livello Alexia è davvero un’ottima elphaba…. Un po’ poco dolce nel primo atto, ma veramente notevole nel secondo…
E poi, essere in prima fila ogni tanto ti fa perdere dettagli e un po’ di profondità di palco ma quando la strega vola via e il fumo ti avvolge, la sensazione è davvero impagabile.






La sera del Sabato era dedicata ad uno spettacolo nuovo, con forte indecisione tra The sound of music, il cui film mi ha accompagnato nell’infanzia, e Billy Elliot, che tutti mi hanno detto essere molto bello… diciamo che la paura dei miei compagni di viaggio di non capire l’accento del nord Inghilterra sommato all’ottimo biglietto di prima galleria a 24 sterline trovato per la famiglia Von Trapp ci hanno fatto scegliere per THE SOUND OF MUSIC (con billy elliot in pole position per la prossima visita a londra:).
Quello che ho visto al Palladium Theatre è sicuramente uno spettacolo imponente, dal punto di vista dell’allestimento scenografico: lo spettacolo, la cui storia immagino sia conosciuta da tutti grazie al film con Julie Andrews (Tutti insieme appassionatamente), comincia un una bella visione dell’alto di Maria, sdraiata sulla montagna che canta “the hills are alive with the sound of music….” Il bello è che sembra proprio di vederla dall’alto, poi si accendono le luci e vediamo che è su un pannello verticale, che ruota e si muove simulando il terreno montuoso, davvero un bell’effetto. Quando il pannello si ritira un’imponente scenografia ricrea  l’abbazia delle suore, per poi lasciare spazio  a 4 strutture che si combinano insieme per creare l’esterno e l’interno della villa Von Trapp, con tanto di classica scalinata. Molto molto imponente.
Detto questo, quello a cui ho assistito è uno spettacolo che definire molto carino, delizioso… nulla di trascendentale, e senza grosse novità o idee travolgenti, ma sicuramente un ottima ricostruzione di quello che di “tutti insieme appassionatamente” è nella mente dei fan.
Ripeto a me è piaciuto molto, ma perché adoro il film, credo che questo allestimento sia dedicato proprio a questo target, perché altrimenti capisco che possa non stupire. Un bel revival, senza grosse novità, cosa gradita per me, ma che lo rende forse un po’ meno acclamato su vasto pubblico.
Gli interpreti sono stati tutti bravi, anche se come per il resto dello show niente di stupefacente o inaspettato, tutti molto adatti, precisi, da Tim Morgan, padrone di casa autoritario che poi si scoglie, a Rebecca Lucie, la dolce sedicenne, fino ad arrivare alla piccolissima Cleopatra Demetriou, che trasmette una tenerezza che ricorda tanto la piccola Gretl del film.
Paul Grunert e Tanya Caridia, Max e la baronessa, sono convincenti, anche se devo dire che ho trovato i loro momenti recitati piuttosto noiosi.
Summer Strallen, a me sconosciuta fino ad adesso, è una splendida Maria, sicura nel personaggio con una voce giustamente morbida e dolce, e con tratti liricheggianti, adatti però alle sonorità classiche dello spettacolo, magistralmente eseguite da una grande orchestra, e vedere “tutti insieme appassionatamente” con un’orchestra dal vivo di questo livello è stata una soddisfazione grande.
Belli e coinvolgenti tutti i momenti musicali come How do you solve a problem like maria, 16 going on 17, climb every mountain… due parole da spendere invece per  “do re mi”, uno dei numeri più famosi e carini dello show, che in questo allestimento mi ha un po’ deluso… bambini in fila che fanno le note, rincorrendosi intorno al divano…. Non ci saremo mica sforzati troppo per quest’idea signor regista?
In questa scena, credo per la prima volta, La compagnia della Rancia batte di gran lunga Londra!!! La stessa scena infatti nell’edizione Rancia era fatta con le biciclette che giravano e si intrecciavano sul palco… ora io dico quell’idea era certo non originale, presa dal film, ma rendeva la scena davvero davvero bella, e poi comunque le 8 biciclette che si intrecciano sul palco colpiscono l’attenzione! Mi piacque moltissimo quella scena dell’edizione Rancia!
Da un allestimento westend mi aspettavo qualcosa di più… anche solo un passaggio interno/esterno della casa, salire e scendere dalla scalinata… qualcosa insomma!
Un momento che invece veramente stupisce e coinvolge, dopo quello iniziale della montagna, è invece il momento del concerto, quando i nazisti hanno già preso il potere in Austria…. Non leggete se non volete sciuparvi l’effetto sopresa………
……..in pratica nella scena precedente l’attenzione è su un dialogo a centro palco e nel buio in tutto il teatro, dalla galleria alla platea scendono tutta una serie di stendardi e di addobbi con svastiche e simboli del nazismo…ma tanti! Alla fine del dialogo, sul palco scende il sipario rosso e si accendono le luci rosse di sala, e in un lampo lo spettatore si trova catapultato dentro il teatro pieno di nazisti e addobbato ad hoc, in maniera inaspetatta e davvero coinvolgente! Un effetto alla Phantom se vogliamo, ma con intensità aumentata dal realismo del contesto nazista… non so se sono riuscito a spiegarmi, ma è stato un momento davvero emozionante…
Da li fino ad arrivare al finale, di nuovo sui monti, sulle note di Climb every Mountain…
Che dire, lo spettacolo è delizioso, e sono contento di averlo visto…anche se riconosco che in questa veste possa fare  molta più presa sugli storici appassionati che su un pubblico generico.






Ultimo spettacolo di questa mandata è stato THE LION KING, scelto perché è un ottimo compromesso se dovete portare qualcuno non necessariamente appassionato a vedere per la prima volta un musical di un certo livello ( poi tanto la domenica pomeriggio in scena c’è solo quello:))
Sullo spettacolo in sé non dirò molto, è puro genio messo in scena, l’allestimento è un vero concentrato di idee uniche, le scene e i costumi sono strepitosi, la realizzazione dei personaggi e fenomenale (anche se devo dire che in una realizzazione così particolare, concettuale e, da un certo punto di vista, veritiera, delle vicende del film, la realizzazione  stile cartone animato di timon e pumba, seppur molto carina, stona proprio. nei colori e nello stile); gli arrangiamenti e i momenti musicali da brivido, con un paio di momenti di ineguagliabile bellezza e intesità (overture, They live in you-reprise, can you feel the love tonight, l'incredibile cavalcata degli gnu)ma tutto questo già si sa…
Il cast era migliore di quello che vidi a londra qualche anno fa, con particolari note di merito per l’eccelsa rafiki-Brown Lindiwe Mkhize, il bravo Mufasa-Shaun Escoffery e il molto bravo Zazu-Cameron Pow.
The lion king non ha bisogno di essere commentato, insieme al fantasma è uno spettacolo che DEVE essere visto. Punto.




Si conclude qui questa lunghissima recensione dei miei giorni londinesi…. Con un’occhio già sul futuro (spero) non lontano… Spring Awakening… Billy Elliot… Imagine this…. Wicked…. Ho detto wicked? No no, stavo scherzando…….;)
postato da: musicals alle ore ottobre 16, 2008 13:51 | Permalink | commenti (2)
categoria:the lion king, wicked, hairspray, the sound of music
sabato, 20 settembre 2008
girando per la rete tra i musical off Broadway (che per chi non lo sapesse sono i musical newyorkesi a basso costo, rappresentati in teatri più piccoli, ma spesso comunque di buona qualità... anche Rent e Spring Awakening erano musical Off) mi sono imbattuto in Altar Boyz, musical di cui avevo già sentito parlare qualche anno fa, ma su cui non mi ero mai soffermato più di tanto.
Guardano i video e leggendo gli articoli devo dire che l'idea mi sembra davvero interessante!!!
Lo show racconta di una specie di BoyBand cristiana, facendo una vera e propria satira su alcuni prodotti della cultura americana contemporanea, ironizzando sul fenomeno delle boyband e sulla nuova popolarità della musica pop a tema religioso.
La boyband è composta da 5 ragazzi, Matthew, Mark, Luke and Juan, come gli evangelisti, puù Abraham, che nel primo numero dell show si dice essere ebreo.





Lo spettacolo è strutturato con fosse l'ultimo concerto di questa boyband, all'interno del quale si racconta la storia del gruppo...
Musicalmente lo stile è chiaramente "pop cristiano" ma mi sembra molto gradevole, aspetto di sentirmi tutto il cd o magari di... volare a NY!
Come si può vedere dal finto video musicale del gruppo, la satira arriva ed è davvero ben fatta:)


postato da: musicals alle ore settembre 20, 2008 09:38 | Permalink | commenti
categoria:altar boyz
martedì, 08 luglio 2008
...think of the prestige... think of the respect... think of ... the Tony!
"the Producers"

con un po' di ritardo (scusate) ripetto alla serata di gala eccomi a parlare della 62esima edizione dei Tony Awards, gli ambiti "oscar" del teatro americano: dal meraviglioso radio city music hall di New York, una strepitosa Whoopi Goldberg  ha presentato l'edizione 2008.

Per quanto riguarda gli appassionati di musical partiamo dal premio più ambito, quello di miglior musical: in gara quattro musical molto particolari, e molto diversi tra loro... alla fine ha trionfato IN THE HEIGHTS, la storia di una piccola comunità di Manhattan e dei sogni di tre generazioni dello stesso vicinato....
Candidato a 13 Tony ne ha portati a casa 4, tra cui quello di Best Musical!



in gara c'era poi CRY BABY, ambientato nella Baltimora anni 50, storia di delinquenza giovanile, di brave ragazze che vogliono trasgredire, di cattivi ragazzi che si innamorano... Candidato a 4 tony, putroppo è rimasto a bocca asciutta... beh, amanti del tap  godetevi questo video....




Dal monte Olimpo arriva invece XANADU, storia di una musa che viene catapultata nella  California del 1980; dal video mi ispira moltissimo, forse un po' "leggero" ma  mi ricorda tanto l'ironia "Hercules Style", peccato che delle 4 nomination ricevute, nessuna si sia trasformata in premio...




Parliamo infine di PASSING STRANGE, viaggio di fuga e di ricerca di un giovane nero bohemien... mah questo video non mi ha entusiasmato granchè, sicuramente è più ricercato,  come musica, come storia, però non mi suscita entusiasmo al primo impatto...sicuramente è una storia di spessore, perchè si è portato a casa il tony per "Best Book of a  Musical"! ecco il link per  vedere la performance ai tony:
http://www.youtube.com/watch?v=q5_fgguufIo



Parliamo invece dei revival, una sezione che mi piace un sacco ai Tony, in cui rientrano quei musical storici,che vengono "svecchiati" e rimessi in scena!
Il il tony per il miglior revival è andato a SOUTH PACIFIC, storia romantica nella seconda  guerra mondiale, che ha stravinto nella sua categoria... ben 7 Tony!!!




In lizza per il miglio revival di un musical c'erano anche GIPSY, con una grande Patty Lupone, che ha portato a casa ben 3 Tony per la sua interpretazione (http://www.youtube.com/watch?v=LXl10a9gJwA), SUNDAY IN THE PARK WITH GEORGE, musical molto famoso anche nel West End, che però non ha fatto sua nessuna delle 9 nomination (http://www.youtube.com/watch?v=1-fUtkrMWwk), e GREASE, uno spettacolo che a questo punto possiamo definire eterno, anche se alla fine non ha portato a casa premi....




ci sono poi due spettacoli di cui si è sentito molto parlare ma che alla fine hanno avuto  poche nomination e nessun vero premio; il primo è FRANKESTEIN JUNIOR, secondo musical di Mel Brooks,
e THE LITTLE MERMAID, ultimo arrivato di casa Disney, che ha sostituito il meraviglioso Beauty and the Beast a NY.
Sul primo non so dirvi granchè, ma il filmato merita, soprattutto per gli appassionati di Will&Grace.... Megan Mulally è una vera chicca!




Sulla sirenetta posso dire che per quello che ho visto ci sono un sacco di buone idee contettualmente che alla fine però non sembra rendano granchè in scena anche confrontandolo con lo spettacolo che ha sostituito...
Comunque questo montage è veramente carino e il cast è molto molto bravo e gli arrangiamenti sembrano da paura.... sono alcune trovate sceniche che funzionano solo in parte (i pattini ad esempio... boh)...  comunque non vedo l'ora di vederlo!




Un ultimo filmato è d'obbligo per concludere il post; alla cerimonia dei Tony è stato dato ufficialmente l'addio a RENT, che chiude prossimamente a New York... a parte la tristezza perchè Rent è New York, trovo che sia stato un momento di grande spettacolo e di grande emozione, col primo cast (e una favolosa Idina Menzel) che si incontra con l'ultimo cast  per cantare Season of Love... davvero meraviglioso.